Cippato

Il cippato è legno ridotto in scaglie, con dimensioni variabili da alcuni millimetri a qualche centimetro, prodotto a partire da tronchi e ramaglie attraverso la cippatrice, e che può essere utilizzato come combustibile o materia prima per processi naturali e/o industriali. L’Italia è il primo mercato europeo per il consumo di pellet di legno, con oltre 3 milioni di tonnellate all’anno. Come le altre biomasse ligno-cellulosiche, non può essere considerato di per sé una fonte rinnovabile come energia solare e energia eolica per i lunghi tempi di formazione e crescita della pianta d’origine. Tuttavia, il cippato può costituire la materia prima per la crescita delle specie vegetali d’origine in un ciclo chiuso. Condizione necessaria per la rinnovabilità è che il prelievo dalla sorgente non sia superiore all’accrescimento della stessa. Può essere prodotto da scarti di lavorazioni agricole e forestali o da colture dedicate (short rotation).

Acquistare cippato di legno per riscaldarsi significa scegliere un combustibile non solo economico, ma anche ecologico. Provenendo principalmente da scarti, questa biomassa può infatti dirsi ecologica al 100%: non è altro che legno sminuzzato in scaglie, prodotto a partire da residui agricoli e forestali (es. tronchi inadatti alla segheria, ramaglie, ecc.) o dai residui dell’industria del legno.

Il cippato è particolarmente indicato per il riscaldamento di edifici residenziali e/o commerciali  con fabbisogno annuo superiore a 50-60 MWh termici circa (>5.000 litri di gasolio), soprattutto in ambito rurale e montano; e per caldaie con potenza media-grande (almeno 40-45 kW termici).

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